Distinguere una farfalla da una falena

Generalmente si utilizza il termine “farfalle” per indicare l’ultimo stadio di tutti quelli insetti appartenenti all’ordine dei Lepidotteri, dando per scontato che sia accettata la distinzione tra farfalle diurne e farfalle notturne. In tal caso sarebbe corretto riferirsi a due gruppi distinti: farfalle, o Ropaloceri, e falene, o Eteroceri. La distinzione si basa principalmente su caratteristiche morfologiche ricorrenti fra le varie specie, come la forma delle antenne e la struttura delle ali. Anche il periodo di attività viene considerato come un elemento valido, senza trascurare le evidenti eccezioni. Esistono infatti falene che volano solamente di giorno.

Alcuni esemplari di Lepidotteri paleartici ed esotici. Nella foto osserviamo tre farfalle e una falena: a sinistra vi sono il Parnassius mnemosyne e la Melitaea didyma, tipiche farfalle provenienti dall’Italia mentre a destra, con le sue macchie blu metallico su fondo nero, vi è la Prepona chromius del Brasile. Al centro abbiamo un classico esempio di falena vistosamente colorata e a volo diurno, ossia la Chrysiridia rhipheus del Madagascar.

Le specie appartenenti alle famiglie di Esperidi, Papilionidi, Pieridi, Licenidi, Riodinidi e Ninfalidi, sono considerate farfalle propriamente dette. Esse non sono le uniche a possedere delle antenne clavate, cioè con vistoso ispessimento all’apice. Possiamo infatti trovare questo carattere anche nel gruppo delle falene. Le zigene sono falene diurne e, come buona parte delle farfalle, presentano delle robuste antenne inspessite all’apice.

Alcune specie di Castnidi presentano una colorazione delle ali del tutto simile a quella di una tipica farfalla, abbinata ad antenne clavate. Ciò ne rende difficile la distinzione sul campo ad un occhio inesperto. Per quanto riguarda l’Europa il problema non si pone dato che, la Paysandisia archon, castnide importato accidentalmente dal Sud-America, presenta delle caratteristiche morfologiche che non lasciano spazio a dubbi.

Selezione di esemplari di Paysandisia archon ad Entomodena.

La colorazione è senz’altro un buon carattere di riferimento per distinguere i due gruppi di Lepidotteri, abbinato ad altre caratteristiche che vediamo qui di seguito:

A riposo tengono le ali reciprocamente accostate al di sopra del corpo. A volte le aprono per brevi momenti per riscaldare il corpo ai raggi del sole. Molti appartenenti alla famiglia degli Esperidi tengono le ali in una posizione associabile a quella delle falene.

Le antenne presentano un ispessimento all’apice. Per questo le antenne delle farfalle vengono dette clavate. A riposo, o in fase di nutrimento, sono ben visibili e protese in avanti. Nell’immagine seguente mostrati cinque esempi di ciascuna delle cinque famiglie di farfalle.

Il corpo dimensioni piuttosto ridotte rispetto alla superficie alare, è di solito ricoperto da una leggera peluria. Negli Esperidi il corpo è robusto, come in molte falene.

Volano durante il giorno, dalla mattina alla sera. Ci sono casi di specie tropicali che volano durante il crepuscolo. Nessuna farfalla vola di notte, salvo rari casi in cui sono attratte dalla luce artificiale.

Di norma tengono le ali ruotate al di sopra all’addome, a formare una sorta di tetto. Certe specie le tengono distese a diedro negativo sulla superficie su cui sono posate.

Le antenne possono presentarsi in un gran numero di forme e di spessore: queste possono essere filiformi o pennate, corte o molto lunghe. Di solito a riposo sono ripiegate all’indietro, nascoste di fianco al torace o sotto le ali.

Il corpo può essere più o meno massiccio rispetto all’ampiezza delle ali. È caratterizzato da una peluria molto coprente, in armonia con la colorazione delle ali.

Volano durante la notte; spesso vengono attratte dalla luce artificiale. Alcune specie sono attive solamente durante il giorno, proprio come le farfalle.

Esistono principalmente 4 caratteri che possono guidarci verso una corretta distinzione. Due di questi, ossia la posizione di riposo e la forma delle antenne, sono sicuramente i più significativi. Proprio dalla forma delle antenne deriva la suddivisione nei due gruppi Ropaloceri ed Eteroceri, rispettivamente farfalle e falene.

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