Allopatrico – occupa un areale completamente separato rispetto ad un’altra specie. Vengono definite specie allopatriche quelle che non presentano alcuna zona di sovrapposizione dei rispettivi areali. In tal caso si parla di allopatria.

Bivoltino – si riproduce due volte nell’arco di un anno, con due generazioni.

Congenere – appartiene allo stesso genere. Esempio: il Papilio machaon è un congenere di Papilio hospiton; entrambe appartengono infatti al genere Papilio.

Conspecifico – appartiene alla stessa specie. Il termine mette in relazione un individuo con altri della medesima specie. Al plurale si parla di individui conspecifici.

Crepuscolare – attivo durante il crepuscolo, ovvero all’alba o al tramonto; con abitudini crepuscolari. Tale comportamento è osservabile in alcune specie di farfalle tropicali.

Criptico – presenta un’estrema somiglianza con l’ambiente circostante che ne rende praticamente impossibile il riconoscimento a vista.
Due specie criptiche possono condividere il medesimo areale e periodo di volo.

Diurno – attivo durante il giorno; si intende un lepidottero con abitudini diurne. La parola è generalmente accostata alle farfalle che, di norma, volano solamente di giorno. Esempio: il macaone è una farfalla diurna.

Eteroceri – raggruppamento che comprende tutti quei Lepidotteri aventi antenne diverse da quelle dei Ropaloceri. L’equivalente termine latino è Heterocera.

Selezione di vari esemplari appartenenti al gruppo degli Eteroceri (Foto: A. Bisi).

Eterospecifico – appartiene ad una specie diversa. Al plurale si parla di individui eterospecifici.

Falene – nome comunemente attribuito ai Lepidotteri notturni che, di norma, possiedono antenne non clavate, diverse da quelle delle farfalle. Appartengono al gruppo degli Eteroceri, nome che deriva dal greco ἕτερος, cioè “diverso”, attribuito per indicare la diversità delle antenne rispetto ai Ropaloceri.

Farfalle – Nome comunemente attribuito ai Lepidotteri diurni appartenenti al gruppo dei Ropaloceri, che presentano normalmente le antenne clavate.

Gruppo tassonomico – insieme di organismi imparentati tra loro.

Lepidotteri – Ordine a cui appartengono tutte le farfalle e le falene, dal greco lepis = scaglia, e pteron = ala, cioè insetti con ali ricoperte da scaglie. Il termine fu coniato da Linneo nel 1753 per raggruppare tutte le farfalle e le falene conosciute. In latino l’ordine è denominato Lepidoptera.

Lepidotterofauna – la fauna di Lepidotteri di un determinata area geografica. Esempio: dati indicativi sullo status della lepidotterofauna d’Italia.

Lepidotterologia – disciplina che si occupa dello studio dei Lepidotteri.

Lepidotterologo/a – colui/ei che studia gli insetti appartenenti all’ordine dei Lepidotteri.

Macrolepidotteri – raggruppamento opposto a quello dei microlepidotteri. Non è considerato valido dal punto di vista scientifico. Include le superfamiglie di Lepidotteri che includono specie di medie o grandi dimensioni, sia farfalle che falene.

Microfalene – sinonimo del termine microlepidotteri. Corrispettivo inglese di micromoths.

Microlepidotteri – termine utilizzato impropriamente per raggruppare quelle famiglie di Lepidotteri ritenuti di piccole o minuscole dimensioni; sono esclusivamente falene. Esempio: i Piralidi (Pyralidae) sono una famiglia di microlepidotteri.

Monovoltino – si riproduce una sola volta all’anno, con un’unica generazione.

Multivoltino – si riproduce con due o più generazioni annuali.

Notturno – attivo durante la notte; si intende quel lepidottero con abitudini notturne. La parola è generalmente associata alle falene che, di norma, volano solamente di notte.

Parapatrico – presenta un areale parzialmente o marginalmente sovrapposto con quello di un’altra specie. Due o più specie parapatriche mantengono un contatto all’interno di un’area di confine. Questo caso viene definito come parapatria.

Ropaloceri – raggruppamento di tutti i Lepidotteri identificabili come farfalle, con antenne clavate (a forma di clava). L’equivalente termine latino è Rhopalocera. Esso comprende tutte le specie appartenenti alle famiglie dei Papilionidi, Pieridi, Licenidi, Riodinidi, Ninfalidi ed Esperidi.

Selezione di vari esemplari appartenenti al gruppo dei Ropaloceri (Foto: A. Bisi).

Ropalocerofauna – fauna di Ropaloceri (farfalle). Ad esempio: la ropalocerofauna di una determinata località.

 

Simpatrico – presenta una totale o parziale sovrapposizione dell’areale con un’altra specie. Questo caso viene riconosciuto come simpatria.

 

Sintopico – coesiste con due o più specie in una determinata area geografica, condividendo esigenze alimentari e abitative. In questo caso si parla di specie sintopiche.

 

Sottospecie nominotipica – Quando una specie viene divisa in sottospecie, la popolazione originariamente descritta viene considerata come “sottospecie nominotipica” o “sottospecie nominata”, che ripete lo stesso nome della specie. Ad esempio, la Argynnis paphia paphia è la sottospecie nominotipica della pafia (Argynnis paphia).

 

Speciazione – processo evolutivo grazie al quale si formano nuove specie da quelle preesistenti. È l’opposto dell’estinzione. La speciazione può essere allopatrica, simpatrica e parapatrica.

 

Stazione – in biogeografia è l’equivalente di località; di norma, indica un posto in cui è stata trovata una determinata specie: come “Papilio machaon sul Monte Fasce”, laddove Papilio machaon è la specie, mentre il Monte Fasce è la stazione.

 

Tassonomia – disciplina che si occupa di attribuire un nome agli organismi viventi e di classificarli in unità tassonomiche.

 

Univoltino – Si riproduce una sola volta nell’arco di un anno, con una sola generazione.

 

NOMENCLATURA DELLE ALI

Angolo interno – angolo che unisce il margine esterno al margine interno.

Apice (angolo apicale) – angolo che unisce il margine costale al margine esterno.

Area – regione immaginaria che ricopre una determinata porzione dell’ala. Tale area può essere:
 1) basale: Localizzata nei pressi del punto di attacco al torace, la base.
 2) discale: In lunghezza si estende dalla base fino al margine esterno della cellula.
 3) postdiscale: Essa è immediatamente successiva all’area discale; si estende fino all’area marginale, nel caso che la submarginale non venga utilizzata.
 4) submarginale: Si estende lungo il margine esterno dell’ala.
 5) apicale: Concentrata in corrispondenza dell’apice, cioè sull’angolo esterno.
 6) tornale: Concentrata in corrispondenza dell’angolo interno.

Base – punto di attacco dell’ala al torace.

Cella discale – superficie triangolare sprovvista di nervature che si sviluppa dalla base al centro dell’ala. E’ circondata da nervature e può essere chiusa o aperta.

Cellula – sinonimo di cella discale.

Coda – espansione dell’ala verso l’esterno. Può essere:
1) lobata: corta e tozza, presente in alcune Ninfalidi e Papilionidi.
2) clavata: robusta e arrotondata, tipica di molte specie del genere Papilio.
3) appuntita o aghiforme: stretta e allungata, con ampiezza decrescente verso l’apice. Tipica delle farfalle del genere Charaxes.
4) filiforme: molto sottile e delicata, caratteristica di alcune Licenidi.

Frange o ciglia – scaglie che si estendono oltre il margine dell’ala, dall’aspetto di setole o peli. Sono presenti in molte falene e ben visibili in alcune specie di Licenidi ed Esperidi.

Lato superiore o pagina superiore – di solito è il lato delle ali che presenta la colorazione più sgargiante, utilizzata come segnale comunicativo per gli eventuali predatori o membri della stessa specie.

Lato inferiore o pagina inferiore – di solito è il lato delle ali che presenta la colorazione più criptica, utilizzata come strumento di difesa; per confondere i predatori o per mimetizzarsi nell’ambiente circostante.

Marchio androconiale – zona rialzata sulla superficie alare ricoperta da particolari scaglie odorifere, gli androconi. Hanno spesso l’aspetto di peli. E’ un carattere esclusivo del maschio, e può essere chiaramente visibile in alcune specie del genere Papilio.

Margine costale – il margine anteriore dell’ala. Esso rappresenta il punto più resistente dell’ala stessa, nonché la parte  che serve per fendere l’aria.

Margine esterno – margine dell’ala rivolto verso il corpo; parallelo ad esso.

Margine interno – margine dell’ala rivolto verso l’addome.

Mezzeria di interspazio – linea immaginaria che corre lungo l’interspazio, nella metà della distanza tra le due nervature delimitanti. In alcune specie può essere evidenziata da un solco quasi impercettibile, o da scaglie contrastanti col colore di fondo.

Nervatura – struttura cava formata dall’accoppiamento delle pareti superiore e inferiore dell’ala. Fornisce rigidità e flessibilità per il volo.

Pattern alare – l’insieme dei disegni definiti dalle scaglie presenti sulle ali.

Spazio o interspazio – regione dell’ala delimitata da nervature.

 

DISEGNI E COLORAZIONE

Banda – rappresenta una fascia distinta, più o meno larga. Può essere orientata (correre) parallelamente rispetto al corpo, seguire il margine dell’ala o svilupparsi verso l’angolo interno.

Lunula – disegno semilunare situato generalmente lungo l’area submarginale o marginale. Lo spessore delle lunule può variare di molto.

Macchia – rappresenta un’area di colorazione ben distinta e concentrata, dai contorni più o meno definiti. Di estensione molto variabile, con forma tondeggiante o irregolare.

Macchia ocellare – Anche nota come ocello, è una macchia circolare ben distinta, spesso simile a un vero e proprio occhio.

macchia ocellare maggiore o ocello maggiore – macchia circolare ben distinta e di grandi dimensioni; questa definizione può essere data nel caso vi sia una specie nella cui colorazione, sono presenti macchie ocellari di dimensioni molto differenti.

Macchia ocellare minore o ocello minore – macchia circolare ben distinta e di piccole dimensioni; questa definizione può essere data nel caso vi sia una specie nella cui colorazione, sono presenti macchie ocellari di dimensioni molto differenti.

Orlo – tipo di banda che corre lungo i margini dell’ala (di solito, quello esterno) e può essere più o meno esteso. Questo tipo di disegno è noto anche come banda marginale.

Punto – macchia monocolore di dimensioni ridotte, dai contorni tondeggianti.

Punto marginale – Macchia monocolore di dimensioni ridotte, localizzata lungo il margine. Equivalente inglese di marginal spot.