I minilibri del Corriere dei Piccoli: Le farfalle (1965)

I minilibri del Corriere dei Piccoli: Le farfalle (1965)

Copertina.

Autori: G. B. Bertelli, a cura di G. Zanini

Anno: 1965

Copertina: morbida

Pagine: 16

Casa Editrice: Rizzoli

Questo è un raro e bellissimo libriccino pubblicato nel numero 31 del Corriere dei Piccoli, datato 1 agosto 1965. Le illustrazioni di G. B. Bertelli, a cura di G. Zanini. Gli argomenti trattati sono: Carta d’identità delle farfalle, Le antenne delle farfalle, Crisalidi e bozzoli, L’allevamento dei bruchi, Preparatevi da soli il retino e La conservazione delle farfalle. Sono comprese anche bellissime tavole di farfalle e falene tipiche d’Italia, rappresentate allo stadio di adulto e larva, attraverso fedeli riproduzioni a colori. Qui di seguito riporto per intero quanto scritto dagli autori.

Carta d'identità delle farfalle

Se quest’estate andrete a caccia di farfalle nei prati o tra i boschi vi sarà utile conoscere almeno alcune notizie essenziali. Eccovele in poche righe: Le farfalle sono insetti a metamorfosi completa. Il che significa che nella loro vita, come molti altri insetti, passano attraverso quattro stadi ben distinti, assumendo forme diverse: il primo stadio è quello dell’uovo. I lepidotteri (così gli scienziati chiamano le farfalle) depongono centinaia di uova sulle foglie o sulla scorza degli alberi, scegliendo sempre la specie di pianta più adatta ad alimentare le piccole larve che ne nasceranno. Alla schiusa delle uova, in tal modo, i piccoli si trovano già sopra il cibo e si mettono subito a mangiare, senza bisogno di spostarsi per cercarlo. Il secondo stadio è quello del bruco. Le piccole larve uscite dall’uovo sono spesso pelose; altre volte presentano la pelle nuda, vivacemente colorata. I bruchi sono voracissimi e risultano assai dannosi alle piante. Mangiano ogni giorno il doppio del loro peso e quando per l’ingrossamento del corpo la pelle diventa troppo stretta la cambiano. Quando il bruco è pienamente sviluppato, abbandona la pianta che lo nutriva e va in cerca di un luogo tranquillo. Qui tesse un nido con fili di seta e vi si chiude dentro, oppure si libera semplicemente dell’ultima pelle, trasformandosi in crisalide. Se lo osservate in questo stadio, il bruco si presenta come un essere senza gambe, senza testa, fasciato da una pelle rigida e scolpita, assolutamente immobile. Ma quando arriva il momento, ecco che quell’esserino incomincia ad agitarsi. La pelle si fende sul dorso e ne esce l’insetto completo, la farfalla, uno degli insetti più belli della fauna di tutto il mondo. In Italia, e in genere, in Europa le farfalle appariscenti non sono molte: l’America tropicale è invece il regno dei lepidotteri più belli per forma e per colore, oltre che dei giganti della specie, delle farfalle cioè che possono raggiungere i 30 cm. di apertura alare.

Pagine 2 e 3.

[Tavole: Farfalle]

VANESSA (PYRAMEIS ATALANTA), POLYGONIA C-ALBUM, PAVONE DI GIORNO (VANESSA IO), MACAONE (PAPILIO MACHAON), MELITEA (MELITEA DIDYMA), APOLLO (PARNASSIUS APOLLO).

Pagine 4 e 5.

Le antenne delle farfalle

A mano a mano che prenderete dimestichezza con le farfalle vi accorgerete che la forma delle loro antenne varia da specie a specie. Quelle fatte a clava, ad esempio, sono tipiche delle farfalle diurne, dalle ali vistosamente colorate. Le farfalle notturne, invece, dotate spesso di ali meno appariscenti e di un corpo grosso e tozzo, hanno antenne a forma di pettine o di spazzola. Di esse si servono come di piccoli radar per orientarsi nel volo e per emettere segnali. Vi sono poi le farfalle crepuscolari, quelle che volano rumorosamente sui fiori all’imbrunire. Queste, che appartengono spesso al gruppo delle sfingi, hanno antenne che assomigliano a sottili spirali molto mobili. Nelle illustrazioni qui a sinistra vedete rappresentate le più tipiche antenne di farfalle. Le antenne hanno anche varia lunghezza: in talune specie sono un nono del corpo, in altre possono invece raggiungere fino a 6 volte la dimensione del corpo.

Crisalidi e bozzoli

Probabilmente tutti conoscete un tipo di bozzolo assai diffuso: quello del baco da seta. Se ne avete sezionato uno sapete anche quale aspetto ha una crisalide di farfalla. Quella del baco da seta è una farfalla notturna. Anche quasi tutte le altre farfalle notturne si costruiscono un bozzolo. Naturalmente non di seta così delicata come il filugello. Il bombice dell’ailanto, ad esempio, se lo prepara unendo insieme due foglie e cucendole con un lunghissimo filo di seta grigia. Le farfalle diurne, invece, si trasformano generalmente in crisalide senza bisogno del bozzolo. Se osservate attentamente tra le crepe dei vecchi muri o sulle cortecce degli alberi ne potete trovare molte. La crisalide per lo più si dispone immobile, a testa in giù, senza alcuna protezione, appure[*] si fissa con la parte anteriore del corpo, e la testa in alto, alle pietre o ai tronchi, aiutandosi, per sostenersi, con una specie di cinturino di seta che essa stessa si costruisce. Conservando accuratamente la crisalide in un posto adatto è possibile far nascere le farfalle in casa.

Pagine 6 e 7.

[Tavole: Saturnidi]

SATURNIA DEL PERO (SATURNIA PYRI), BOMBICE DELL’AILANTO (PHILOSAMIA CYMTHIA).

Pagine 8 e 9.

L’allevamento dei bruchi

Dove si trovano – Ora sapete che se trovate un bruco grassoccio tra l’erba con ogni probabilità ne potete ricavare una farfalla. Basta saperlo allevare come si fa col baco da seta. Ma non è sempre facile trovare i bruchi sulle piante. Anche se ce ne sono moltissimi, di solito non li vediamo perchè durante il giorno stanno nascosti nella pagina inferiore delle foglie 0 nelle fessure delle cortecce. E’ lì che li dovete cercare. Che cosa mangiano – Una traccia che vi porterà sulla buona strada è data dalle foglie rosicchiate. Se trovate foglie « mangiate », potete star certi che il responsabile è quasi sempre un bruco che si trova nelle vicinanze. Per catturarlo potete prenderlo in mano (nessun « pericolo ») o farlo scivolare in una bottiglietta che avrete portato con voi. Ricordate di prendere anche un po’ di foglie della pianta su cui avete trovato il bruco: sono sicuramente il suo cibo preferito. Ricordate che a differenza delle farfalle, le larve hanno un’incredibile voracità, attaccano praticamente tutti i vegetali, e sono quindi molto dannose.

Il terrario – Una volta a casa, dovete preparare il terrario, come vi mostra il disegno qui a lato. Occorre un vaso di vetro dall’ampia imboccatura, sul fondo del quale metterete un dito di sabbia. Poche gocce d’acqua manterranno sul fondo del vaso la giusta umidità. Vi deporrete il bruco, coprendo l’apertura in alto con una reticella per impedirgli di fuggire. Ogni giorno poi vi ricorderete di rifornirlo di cibo fresco, procurandogli sempre lo stesso tipo di foglie. Come vi abbiamo detto si tratta di esseri dotati di un ottimo appetito, che dovrete saziare abbondantemente. Il momento più delicato – Quando il bruco non vorrà più mangiare e si aggirerà inquieto lungo le pareti del vaso sarà giunto il momento della trasformazione in crisalide. Lo farete allora passare in una scatola di cartone, dove entro qualche giorno avverrà il miracolo della trasformazione: la vostra farfalla non avrà così finito di stupirvi presentandosi a voi in un nuovo aspetto, sempre straordinario e con una ricchezza di colori quale difficilmente si riscontra in natura in forma altrettanto appariscente.

Pagine 10 e 11.

[Tavole: Farfalle & falene]

IRIDE (APATURA IRIS), LA CAIA (ARTIA CAJA), ZIGENA (ZIGENA FILIPENDULAE), GEOMETRA DEL RIBES ABRAXAS GROSSULARIATA, GEOMETRA DEL SAMBUCO (GEOMETRA SAMBUCARIA), CATOCALA (CATOCALA NUPTA), CEDRONELLA GONOPTERYX RHAMNI.

Pagine 12 e 13.

Preparatevi da soli il retino

Per catturare le farfalle occorre un buon retino. Difficilmente quelli che si vendono nei grandi magazzini vanno bene. Hanno la rete troppo corta oppure a maglie troppo larghe o fatta con filo troppo grosso. Se dunque possedete un retino così, vi consigliamo di sostituire la rete originale con un’altra adattissima e di assai facile reperimento: una calza di nailon. Tagliatela all’altezza della caviglia, legatela al fondo e pregate la mamma di fissarvi l’altro lato al cerchio di fil di ferro. Se non possedete un retino queste illustrazioni vi insegnano come costruirne uno con un bastone, un fil di ferro grosso e una calza di nailon, appunto. E’ un lavoro che richiede poco tempo, pochi soldi, ma può dare tanta soddisfazione.

La conservazione delle farfalle

Le farfalle si catturano preferibilmente in volo. Quando una si è infilata nella rete, bisogna impedirle di uscire chiudendo subito l’imboccatura. La farfalla poi va afferrata al torace, (mai toccare le ali, che si rovinerebbero); subito dopo l’insetto va infilzato con uno spillo sottile nel punto segnato dal disegno e puntato provvisoriamente su un cartone ondulato che avrete portato con voi. A casa poi sistemerete gli esemplari migliori in apposite scatolette, ad ali aperte.

Pagine 14 e 15.

[Tavole: Sfingidi]

SFINGE TESTA DI MORTO (ACHERONTIA ATROPOS), PICCOLA SFINGE DELLA VITE (DEILEFILA PORCELLUS), SFINGE DELL’EUCALIPTO (CELERIO EUPHORBIAE).

Pagina 16.

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