Stauropus fagi (Linnaeus, 1758) Notodonte del faggio
Classificazione.Superfamiglia: Noctuoidea, Famiglia: Notodontidae, Sottofamiglia: Heterocampinae.

Nomi comuni.Bombice del faggio (1979), Falena aragosta (?-2019), Falena del faggio (1826-1835), Notodonte del faggio (2008), Notodonte scoiattolo (1995-2016), Notodontide (1977), Stauropide del faggio (1977). DE: Buchen-Zahnspinner, EN: Lobster Moth, FR: Ecureuil, Staurope du hêtre.

Esemplari.Da figurare.

Apertura alare.♂♂ 40-48 mm, ♀♀ 41-50 mm.
Periodo di volo.Bivoltina dagli inizi di aprile fino a settembre, con una seconda generazione parziale.
Identificazione.Falena dall’aspetto piuttosto peloso, con ali a profilo allungato. Nel maschio l’ala anteriore è presenta un colore di fondo che va dal grigio al grigio brunastro, con una area tendente al rossiccio concentrata sul margine interno. Nell’area basale vi è una macchia di colore più chiaro rispetto al fondo, avente un margine spezzato sul lato rivolto verso il centro dell’ala. Nell’area centrale vi è una serie di disegni chiari irregolari a zig-zag, più o meno visibili a seconda dell’esemplare. L’ungo l’area marginale vi è una serie di punti in contrasto con il colore di fondo; questi possono essere formati da due tonalità di biancastri o grigio scuro.

La femmina tende ad essere più grande del maschio ed ha una colorazione che li rende difficilmente distinguibili. Tuttavia i due sessi possono essere riconosciuti grazie alle antenne che, nel maschio, sono fortemente pennate (eccetto che sulla parte apicale), mentre nella femmina sono totalmente filiformi.

Variabilità.Le variazioni individuali nel colore di fondo e nei disegni non costituiscono motivo di dubbio nel riconoscimento della specie rispetto ad altri Notodontidi. Esiste una forma denominata obscura Rebel, 1910: essa presenta i medesimi disegni alari della forma tipica, su un fondo uniformemente cinereo. Un esemplare di tale forma, assai rara, è stato fotografato da Andrew Hardacre il 14 luglio 2015 (foto).

Specie simili.Nessuna.

Distribuzione.Specie ad ampia diffusione nel Paleartico osservabile dalla Spagna Settentrionale, attraverso l’Europa, fino al Giappone. Risulta assente in Nord Africa. In Italia la si trova in tutte le regioni. Vedi mappa (Parenzan & Porcelli 2005-2006, Hellmann & Parenzan 2010, FEI 2020, leps.it 2020).

Habitat.Aree boscose di collina e di montagna, dal livello del mare fino a 1500 m di quota.
LIGURIA: Imperia (IM) LIGURIA: Savona (SV) LIGURIA: Genova (GE) LIGURIA: La Spezia (SP) PIEMONTE: Cuneo (CN) PIEMONTE: Asti (AT) PIEMONTE: Alessandria (AL) PIEMONTE: Torino (TO) PIEMONTE: Biella (BI) PIEMONTE: Vercelli (VC) PIEMONTE: Novara (NO) PIEMONTE: Verbano-Cusio-Ossola (VB) VALLE D'AOSTA: Aosta (AO) LOMBARDIA: Pavia (PV) LOMBARDIA: Lodi (LO) LOMBARDIA: Cremona (CR) LOMBARDIA: Mantova (MN) LOMBARDIA: Brescia (BS) LOMBARDIA: Bergamo (BG) LOMBARDIA: Milano (MI) LOMBARDIA: Monza e Brianza (MB) LOMBARDIA: Varese (VA) LOMBARDIA: Como (CO) LOMBARDIA: Lecco (LC) LOMBARDIA: Sondrio (SO) TRENTINO-ALTO ADIGE: Trento (TN) TRENTINO-ALTO ADIGE: Bolzano (BZ) VENETO: Verona (VR) VENETO: Rovigo (RO) VENETO: Venezia (VE) VENETO: Padova (PD) VENETO: Vicenza (VI) VENETO: Treviso (TV) VENETO: Belluno (BL) FRIULI-VENEZIA GIULIA: Pordenone (PN) FRIULI-VENEZIA GIULIA: Udine (UD) FRIULI-VENEZIA GIULIA: Gorizia (GO) FRIULI-VENEZIA GIULIA: Trieste (TS) EMILIA-ROMAGNA: Piacenza (PC) EMILIA-ROMAGNA: Parma (PR) EMILIA-ROMAGNA: Reggio Emilia (RE) EMILIA-ROMAGNA: Modena (MO) EMILIA-ROMAGNA: Bologna (BO) EMILIA-ROMAGNA: Ferrara (FE) EMILIA-ROMAGNA: Ravenna (RA) EMILIA-ROMAGNA: Forlì-Cesena (FC) EMILIA-ROMAGNA: Rimini (RN) TOSCANA: Massa-Carrara (MS) TOSCANA: Lucca (LU) TOSCANA: Pistoia (PT) TOSCANA: Prato (PO) TOSCANA: Firenze (FI) TOSCANA: Arezzo (AR) TOSCANA: Siena (SI) TOSCANA: Pisa (PI) TOSCANA: Livorno (LI) TOSCANA: Grosseto (GR) UMBRIA: Perugia (PG) UMBRIA: Terni (TR) MARCHE: Pesaro e Urbino (PU) MARCHE: Ancona (AN) MARCHE: Macerata (MC) MARCHE: Fermo (FM) MARCHE: Ascoli Piceno (AP) LAZIO: Rieti (RI) LAZIO: Viterbo (VT) LAZIO: Roma (RM) LAZIO: Latina (LT) LAZIO: Frosinone (FR) ABRUZZO: L'Aquila (AQ) ABRUZZO: Teramo (TE) ABRUZZO: Pescara (PE) ABRUZZO: Chieti (CH) MOLISE: Isernia (IS) MOLISE: Campobasso (CB) CAMPANIA: Caserta (CE) CAMPANIA: Napoli (NA) CAMPANIA: Salerno (SA) CAMPANIA: Avellino (AV) CAMPANIA: Benevento (BN) PUGLIA: Foggia (FG) PUGLIA: Barletta-Andria-Trani (BT) PUGLIA: Bari (BA) PUGLIA: Brindisi (BR) PUGLIA: Lecce (LE) PUGLIA: Taranto (TA) BASILICATA: Potenza (PZ) BASILICATA: Matera (MT) CALABRIA: Cosenza (CS) CALABRIA: Crotone (KR) CALABRIA: Catanzaro (CZ) CALABRIA: Vibo Valentia (VV) CALABRIA: Reggio Calabria (RC) SICILIA: Messina (ME) SICILIA: Catania (CT) SICILIA: Siracusa (SR) SICILIA: Ragusa (RG) SICILIA: Agrigento (AG) SICILIA: Palermo (PA) SICILIA: Caltanissetta (CL) SICILIA: Enna (EN) SICILIA: Trapani (TP) SARDEGNA: Sassari (SS) SARDEGNA: Oristano (OR) SARDEGNA: Nuoro (NU) SARDEGNA: Sud Sardegna (SU) SARDEGNA: Cagliari (CA)
     Dati precisi
     Cit. generica
     Dubbia
     Estinta
     Dati errati
     Assente / no dati
Adulto

Tassonomia.La popolazione giapponese è ascrivibile alla sottospecie persimilis Butler, 1879, tendenzialmente più piccola di quella nominotipica.

Etimologia.Il nome della specie deriva dal faggio (Fagus), una delle piante nutrice dei bruchi.

Sinonimi

Phalaena fagi (Linnaeus, 1758) – combinazione originale

Stauropus persimilis Butler, 1879 – Località tipo: “Giappone”

Note.Gli adulti in fase di riposo tengono una postura alare davvero caratteristica. Le ali posteriori appaiono di fatti parzialmente visibili, sporgendo per buona parte oltre il margine costale dell’ala anteriore. Ciò conferisce alla specie il suo tipico aspetto spigoloso.

Dati