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Recensione: Farfalle d’Italia

Nella mia continua ricerca di testi dedicati al mondo delle farfalle, mi è capitato di imbattermi in tantissime tipologie di pubblicazioni. Dai più semplici libri per ragazzi ai libri dal fascino d’altri tempi. Esiste un libro che per molto tempo ho evitato di acquistare, perché mi è stato sconsigliato da alcuni amici e colleghi entomologi di lunga esperienza. Il prezzo di copertina è di 35 Euro, ma su internet è possibile aggiudicarselo per 25 Euro o poco più. Se ci pensate è un prezzo veramente molto basso per una pubblicazione di questo genere. Qualche giorno fa mi è capitata una di quelle occasioni a cui difficilmente si riesce a resistere: una copia di magazzino invenduta con un piccolo strappo sulla copertina e una piegatura, tutto per soli 12 Euro! Il libro è curato da Roberto Villa, Marco Pellecchia e Giovanni Battista Pesce ed è pubblicato dalla casa Editrice Compositori di Bologna.

Farfalle d’Italia, copertina.

Visti i pareri contrastanti in merito alla qualità di questo lavoro mi è parso doveroso scrivere una recensione, utile per avere una visione quanto più obbiettiva possibile. Da un lato alcuni parlano di vera e propria porcheria, dall’altro troviamo utenti che ne tessono le lodi. Esteticamente il volume si presenta molto bene, con uno stile sobrio e minimale, in un formato assimilabile a quello dei fogli da ufficio in formato A4. Entrando nel merito dei contenuti, però, si riscontrano delle mancanze davvero gravi. Dico ciò con sentita amarezza, perché un lavoro simile, fatto come si deve, sarebbe potuto diventare una vera di pietra miliare per il panorama divulgativo sulle farfalle d’Italia. Il lepidotterologo Gabriele Fiumi, In una discussione pubblica su facebook ci fornisce un retroscena molto interessante di cui bisogna tener conto nel valutare l’opera: il libro poteva essere un lavoro completo sin da subito dato che uno degli autori, Roberto Villa, aveva già tutta la documentazione fotografica al momento della stampa. Tuttavia una scelta poco felice e frettolosa da parte di un coautore (non viene specificato chi) ha reso di fatto l’opera incompleta al momento della stampa. Resta da chiedersi come mai la casa editrice non abbia posto un veto affinché l’opera venisse rivista e completata.

Nell’introduzione all’opera gli autori ci tengono a ricordarci che il loro libro si presenta nell’insolita forma di un album di figurine. Purtroppo, un album incompleto dato che all’appello mancano 288 foto di esemplari preparati, 30 foto di uova, 35 foto di larve alla schiusa, 53 foto di larve mature e 62 foto di pupe. La parte relativa alle informazioni generali è ben fatta, e rappresenta molto bene i vari aspetti che riguardano la biologia dei Lepidotteri. Le tavole sinottiche, purtroppo, ci danno già un assaggio di cosa troveremo nella parte relativa alle specie citate. Nel capitolo dei nomi comuni troviamo una curiosa proposta di nomi italiani da utilizzare come riferimento per ciascuna specie. Molti di essi, proposti da Pellecchia e Pizzetti, sono pienamente in linea con altri autori di libri di carattere divulgativo. Altri nomi sembrano campati per aria, come “Milleocchi” per alcune farfalle del genere Polyommatus.

La sezione comparativa risulta di difficile fruizione per via della ridotta dimensione delle immagini e della presenza di sole descrizioni didascaliche. Forse sarebbe stato meglio, oltre a presentare immagini in formato più grande, aggiungere linee di indicazioni utili per inquadrare i caratteri diagnostici. Sul retro copertina troviamo la seguente frase “Finalmente una collezione di farfalle per tutti. Nessuna cassetta entomologica, ma una splendida raccolta fotografica delle 280 farfalle d’Italia”. Tale frase è fuorviante se teniamo bene a mente le mancanze presenti all’interno del libro. Nonostante la buona volontà degli autori, ed in particolare del grandissimo lavoro di documentazione effettuato da Roberto Villa, ciò che ci si ritrova tra le mani è un libro pubblicato in maniera assolutamente superficiale. Tra l’altro va segnalato che non è mai uscito un contributo integrativo alle tavole sinottiche, almeno per colmare le lacune iconografiche sulle varie specie.

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