(Linnaeus, 1758)
Podalirio
Classificazione: Papilionoidea โบ Papilionidae โบ Papilioninae โบ Leptocircini.
Apertura alare: maschi 70-80 mm, femmine 80-90 mm.
Periodo di volo: dagli inizi di aprile fino a settembre.
Generazioni: bivoltina; eccezionalmente trivoltina in condizioni climatiche particolarmente favorevoli.
Svernamento: come pupa.
Variabilitร : seppur in maniera poco evidente, la specie presenta una certa variabilitร individuale osservabile nelle bande nere trasversali delle ali anteriori. Alcuni individui possono presentare un colore di fondo quasi bianco.
Specie simili: nessuna per la fauna italiana.
Distribuzione italiana di I. podalirius.
Questa specie รจ molto vistosa ed assolutamente inconfondibile per la fauna italiana, non solo per le dimensioni, ma anche per l’aspetto striato e le lunghe code. Il colore di fondo delle ali รจ di un giallo pallido, attraversato da bande nere parallele rispetto al corpo. I sessi sono molto simili, ma le femmine sono generalmente piรน grandi dei maschi.
Ala anteriore: sul lato superiore, partendo dalla base, si possono contare 9 disegni distinti sotto forma di bande trasversali. Lungo l’attaccatura al torace รจ localizzato il primo disegno, costituito da una banda molto stretta, a cui ne segue subito un’altra, di larghezza maggiore. La terza banda, molto spessa, si estende dalla costa fino al margine interno. Segue la quarta banda, di forma vagamente triangolare, che termina in prossimitร della nervatura mediana della cellula. Il quinto disegno puรฒ presentarsi sotto forma di sottile spolveratura bandiforme, punto nero o, nella maggior parte dei casi, puรฒ risultare assente. Segue la sesta banda che, di norma, termina all’altezza della nervatura 1A. Quest’ultima รจ seguita una banda corta e di spessore inferiore, terminante nell’interspazio M2. L’ungo l’area marginale sono localizzate le ultime due bande, estremamente ravvicinate tra loro. Quella piรน esterna si sviluppa lungo tutta la lunghezza del margine esterno mentre, quella piรน interna, si estende dall’area apicale fino all’interspazio Cu1.
Ala posteriore: all’interno di un’area nera ben definita, localizzata lungo l’area submarginale si trovano quattro lunule azzurre. Sull’angolo interno vi รจ una macchia ocellare nera con tacca azzurra avente forma ricurva. Ad essa si affianca una macchia di color arancione acceso. Dall’angolo piรน esterno dell’ala si sviluppa una lunga coda leggermente ricurva verso l’esterno.
Esemplari conservati
Generazione primaverile:
Generazione estiva:
Esemplari in natura
Popolazioni extraitaliane:
Bruco:ย oligofago su foglie di alcune Rosaceae, tra cui Crataegus laevigata (biancospino selvatico), C. monogyna (biancospino comune), Malus domestica (melo), Prunus avium (ciliegio selvatico), P. mahaleb (ciliegio canino), P. padus (ciliegio a grappolo), P. spinosa (prugnolo selvatico), Pyrus communis (pero comune) e Sorbus aucuparia (sorbo degli uccellatori).
Adulto:ย nettare ricavato da fiori di svariate piante selvatiche e da giardino (oss. pers, sottolineato) tra cui Allium roseum (aglio roseo), Ajuga genevensis (iva ginevrina), Buddleja davidii (buddleia), Carduus nutans (cardo rosso), Centranthus angustifolius (valeriana a foglie aguzze), Centranthus ruber (valeriana rossa), Cirsium spp. (cardo), Clinopodium vulgare (clinopodio dei boschi), Crataegus monogyna (biancospino), Echium vulgare (viperina comune), Lantana camara (lantana), Lavandula angustifolia (lavanda a foglie strette), Salvia pratensis (salvia prativa), Sambucus ebulus (ebbio), Saponaria ocymoides (saponaria rossa), Silene gallica (silene gallica), Solidago canadensis (verga d’oro del Canadร ) e Trifolium pratense (trifoglio pratense).
Il suo areale si estende dalla Francia fino agli Urali; Asia Minore, Vicino Oriente, Transcaucasia, Caucaso, Iran, Sud-Ovest della Siberia e Nord-Ovest della Cina. In Italia si trova in tutte le regioni. La presenza in Sardegna sarebbe attribuibile ad una introduzione accidentale. In Italia รจ ampiamente diffusa lungo tutto il territorio da Nord a Sud, ad eccezione della Sardegna. Pare che il dato riferito alla all’isola sarda sia da attribuirsi ad individui erranti provenienti dalla Corsica.
Luoghi soleggiati che vanno dalle scogliere a picco sul mare ai prati di montagna circondati da boschi, anche oltre i 2000 metri di quota.
Nomi italiani: Coda lunga (1947), Farfalla fiammeggiante (1840), Farfalla podalirio (1835-1840), Paggio del Re (1835), Papillรณne podalirio (1865), Podalirio (1826-2020), “Veleggiatore” (1968).
Etimologia: la specie รจ dedicata a Podalirio, personaggio della mitologia greca, figlio del dio della medicina Asclepio e fratello del dottore ed eroe Macaone. I due fratelli saranno i medici degli Achei durante la guerra di Troia/Ilio. Salveranno la vita a molti eroi, fra questi Menelao.
Tassonomia: per molto tempo la specie sorella Iphiclides feisthamelii (Duponchel, 1832) รจ stata considerata come sottospecie di I. podalirius (Wiemers & Gottsberger 2010). Questa controversa situazione di carattere sistematico รจ stata chiarita a seguito di studi mirati relativi alle popolazioni del Sud della Francia, in cui i due taxa presentano delle aree di contatto (Coutsis & van Oorschot 2011; Lafranchis et al. 2015; Gaunet et al. 2019). L’intera popolazione di I. podalirius, secondo una concezione di tipo aggregativo, รจ di norma considerata come un’unica entitร tassonomica, sicchรฉ almeno una ventina di taxa descritti sarebbero da considerarsi come sinonimi di grado minore della sottospecie nominotipica (Tsikolovets 2011). Secondo alcuni autori solamente pochi taxa sarebbero da considerarsi come valide sottospecie (Korb & Bolshakov 2011), ossia: ssp. podalirius (Linnaeus, 1758) nel Sud e Centro Europa, ssp. persica (Verity [1911]) sul Kopet Dag tra Turkmenistan ed Iran e ssp. centralasiae (Rosen, 1929) in Asia Centrale. Nella regione dello Xinjiang in Cina esiste la ssp. xinyuanensis Huang & Murayama, 1992 che, nel suo aspetto morfologico esteriore, appare come un comunissimo podalirio centro-europeo (Huang & Murayama 1992).
L’aspettativa di vita degli adulti si aggira intorno alle tre settimane (Bink & Moenen 2015).