Iphiclides podalirius (Linnaeus, 1758) Podalirio
Classificazione.Superfamiglia: Papilionoidea, Famiglia: Papilionidae, Sottofamiglia: Papilioninae, Tribù: Leptocircini.

Nomi comuni.Coda lunga (1947), Farfalla fiammeggiante (1840), Farfalla podalirio (1835-1840), Paggio del Re (1835), Papillóne podalirio (1865), Podalirio (1826-2020), “Veleggiatore” (1968). DE: Segelfalter, EN: Scarce Swallowtail, FR: Flambé.

Esemplari

Apertura alare.♂♂ 70-80 mm, ♀♀ 80-90 mm.
Periodo di volo.Dagli inizi di aprile fino a settembre, con due o tre generazioni annuali a seconda del clima.
Identificazione.Questa specie è molto vistosa ed assolutamente inconfondibile per la fauna italiana, non solo per le dimensioni, ma anche per l’aspetto striato e le lunghe code. Il colore di fondo delle ali è di un giallo pallido, attraversato da bande nere parallele rispetto al corpo. I sessi sono molto simili, ma le femmine sono generalmente più grandi dei maschi.

Ala anteriore: sul lato superiore, partendo dalla base, si possono contare 9 disegni distinti sotto forma di bande trasversali. Lungo l’attaccatura al torace è localizzato il primo disegno, costituito da una banda molto stretta, a cui ne segue subito un’altra, di larghezza maggiore. La terza banda, molto spessa, si estende dalla costa fino al margine interno. Segue la quarta banda, di forma vagamente triangolare, che termina in prossimità della nervatura mediana della cellula. Il quinto disegno può presentarsi sotto forma di sottile spolveratura bandiforme, punto nero o, nella maggior parte dei casi, può risultare assente. Segue la sesta banda che, di norma, termina all’altezza della nervatura 1A. Quest’ultima è seguita una banda corta e di spessore inferiore, terminante nell’interspazio M2. L’ungo l’area marginale sono localizzate le ultime due bande, estremamente ravvicinate tra loro. Quella più esterna si sviluppa lungo tutta la lunghezza del margine esterno mentre, quella più interna, si estende dall’area apicale fino all’interspazio Cu1.

Ala posteriore: all’interno di un’area nera ben definita, localizzata lungo l’area submarginale si trovano quattro lunule azzurre. Sull’angolo interno vi è una macchia ocellare nera con tacca azzurra avente forma ricurva. Ad essa si affianca una macchia di color arancione acceso. Dall’angolo più esterno dell’ala si sviluppa una lunga coda leggermente ricurva verso l’esterno.

Variabilità.Seppur in maniera poco evidente, la specie presenta una certa variabilità individuale osservabile nelle bande nere trasversali delle ali anteriori. Alcuni individui possono presentare un colore di fondo quasi bianco.
Specie simili. Nessuna per la fauna italiana.

Distribuzione.Il suo areale si estende dalla Francia fino agli Urali; Asia Minore, Vicino Oriente, Transcaucasia, Caucaso, Iran, Sud-Ovest della Siberia e Nord-Ovest della Cina. In Italia si trova in tutte le regioni. La presenza in Sardegna sarebbe attribuibile ad una introduzione accidentale. In Italia è ampiamente diffusa lungo tutto il territorio da Nord a Sud, ad eccezione della Sardegna. Pare che il dato riferito alla all’isola sarda sia da attribuirsi ad individui erranti provenienti dalla Corsica.

Habitat.Luoghi soleggiati che vanno dalle scogliere a picco sul mare ai prati di montagna circondati da boschi, anche oltre i 2000 metri di quota.
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Adulto.Si può osservare mentre è intento a nutrirsi sui fuori di svariate piante selvatiche e da giardino. Molto apprezzati sono i fiori di valeriana rossa (Centranthus ruber), buddleia (Buddleja davidii), cardo (Cirsium) e lavanda (Lavandula angustifolia). La sua dieta comprende anche i sali minerali disciolti nel terreno umido. Ha un volo molto elegante, con alternanza di vigorosi battiti d’ala e lunghe planate.

Bruco.Ha un aspetto limacciforme e compatto. È di colore verde, con una sottile linea giallognola che corre lungo tutto il corpo. Si nutre a spese di varie piante, tra cui ciliegio selvatico (Prunus avium), ciliegio a grappolo (Prunus padus), biancospino comune (Crataegus monogyna), biancospino selvatico (Crataegus laevigata), melo (Malus domestica), prugnolo selvatico (Prunus spinosa), pero comune (Pyrus communis), sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia).
Tassonomia.Per molto tempo la specie sorella Iphiclides feisthamelii (Duponchel, 1832) è stata considerata come sottospecie di I. podalirius (Wiemers & Gottsberger 2010). Questa controversa situazione di carattere sistematico è stata chiarita a seguito di studi mirati relativi alle popolazioni del Sud della Francia, in cui i due taxa presentano delle aree di contatto (Coutsis & van Oorschot 2011; Lanfranchis et al. 2015; Gaunet et al. 2019). L’intera popolazione di I. podalirius, secondo una concezione di tipo aggregativo, è di norma considerata come un’unica entità tassonomica, sicché almeno una ventina di taxa descritti sarebbero da considerarsi come sinonimi di grado minore della sottospecie nominotipica (Tsikolovets 2011). Secondo alcuni autori solamente pochi taxa sono da considerarsi come valide sottospecie (Korb & Bolshakov 2011): ssp. podalirius (Linnaeus, 1758) nel Sud e Centro Europa, ssp. persica (Verity [1911]) sul Kopet Dag tra Turkmenistan ed Iran e ssp. centralasiae (Rosen, 1929) in Asia Centrale. Nella regione dello Xinjiang in Cina esiste la ssp. xinyuanensis Huang & Murayama, 1992 che, nel suo aspetto morfologico esteriore, appare come un comunissimo podalirio centro-europeo (Huang & Murayama 1992).

Etimologia. La specie è dedicata a Podalirio, personaggio della mitologia greca, figlio del dio della medicina Asclepio e fratello del dottore ed eroe Macaone. I due fratelli saranno i medici degli Achei durante la guerra di Troia/Ilio. Salveranno la vita a molti eroi, fra questi Menelao.

Riferimenti & dati

PIEMONTE:Hellmann & Parenzan 2010, Naluzzo in litt. 2020.

LOMBARDIA:Naluzzo in litt. 2020.

EMILIA-ROMAGNA:Villa et al. 2009.
CAMPANIA:Parenzan & Porcelli 2007.

PUGLIA:LE: Parenzan & Porcelli 2007, Cagnetta/Le Farfalle della Puglia 06/06/2020.

BASILICATA:Parenzan & Porcelli 2007.

CALABRIA:Parenzan & Porcelli 2007.

SICILIA:AG: Parenzan & Porcelli 2007, Calabrò et al. 2008.

SARDEGNA:Gaunet et al. 2019, Haahtela et al. 2019.