Recensione: Le farfalle della campagna. Osservarle e riconoscerle nel loro ambiente

Autrice: Eliana Feiroli

Anno: 2020

Copertina: morbida

Pagine: 224

Casa Editrice: Edizioni L’Informatore Agrario

ISBN: 978-88-7220-394-1

Copertina.

Personalmente sono un grande amatore delle pubblicazioni improntate alla divulgazione sul mondo delle farfalle e delle falene; di norma sono sempre alla ricerca di questi lavori, spesso di nicchia ma ricchi di contenuti interessanti, rivolti soprattutto ad un pubblico generico di curiosi ed appassionati al tema dei lepidotteri. In primis non posso non ringraziare Luigi Malacchini per avermi gentilmente inviato una copia di questo volume. Il libro si presenta in un comodo formato da guida fotografica, ossia 15,5×24 cm, ed ha una copertina morbida e lucida molto adatta a questo tipo di pubblicazione. In copertina la prima cosa che salta all’occhio è una coloratissima farfalla del genere Cethosia, certamente originaria di qualche regione dell’Indomalesia. In Italia un soggetto di questo tipo si può incontrare esclusivamente in qualche serra di allevamento, non in natura, sicché l’immagine scelta poco si adatta ad un testo dedicato alla fauna delle nostre campagne.

Sulla quarta di copertina fanno bella mostra di sé tre foto di specie molto comuni in Italia e in Europa: la vanessa dell’ortica (Aglais urticae), la crocea (Colias crocea) e l’icaro (Polyommatus icarus), nonché una bella ed efficace presentazione di Eliana Feiroli, bravissima divulgatrice scientifico-naturalistica che per anni è stata direttrice di “Gardenia” ed “Airone”. La parte iconografica è davvero notevole con oltre 260 foto, tutte a colori (salvo alcune eccezioni) e per lo più in grande formato.

Il titolo, di primo impatto, può sembrare troppo generalistico poiché come noto l’Italia è un paese davvero unico per ricchezza di ambienti, di flora e di fauna. Il punto di vista può risultare molto differente da lettore a lettore: le campagne dell’entroterra genovese difficilmente saranno paragonabili a quelle presenti in Trentino, o quelle nei dintorni dell’Etna in Sicilia. Tuttavia, andando a consultare le varie schede delle specie, in base alla loro distribuzione il lettore può capire in quali campagne possono essere osservate.
Quarta di copertina.
Prefazione.Già dalle prime righe si intuisce l’amore dell’autrice nei confronti del mondo dei lepidotteri, con un testo davvero piacevole e leggero alla lettura. Qui devo soffermarmi su una questione che mi sta molto a cuore, non tanto per pignoleria, ma per chiarire un aspetto nomenclatoriale alquanto controverso: la distinzione tra farfalle e falene. L’autrice infatti, parlando di farfalle, scrive che se ne contano 165.000 specie a livello mondiale, 289 delle quali presenti in Italia. Dando per scontato che non vi è comune accordo tra gli specialisti sul numero di specie a livello globale, valutato tra 160.000 e 180.000, è evidente che l’autrice si riferisce ai Lepidotteri in senso lato, ossia alle farfalle e alle falene considerate assieme, poiché il numero di specie delle “vere” farfalle nel mondo non supera le 20.000 unità. I Lepidotteri in Italia sono circa 5.380, di cui solo una piccola porzione è rappresentata da farfalle propriamente dette; almeno 270 o 290 a seconda degli autori.

Come sono fatte, come vivono.I vari capitoli di questa sezione sono realmente piacevoli da leggere e nel loro insieme costituiscono un compendio davvero utile a chiunque voglia approfondire le sue conoscenze su queste straordinarie creature volanti. Sono trattati tutti gli aspetti relativi all’anatomia e al funzionamento degli organi di senso, così come viene dato il giusto ed approfondito risalto agli aspetti biologici ed ecologici dei lepidotteri. A pagina 21 vi è una tavola illustrativa dove si trovano i riferimenti utili per distinguere le farfalle dalle falene e la scelta delle specie è alquanto azzeccata. Degna di nota è senz’altro la pagina dove sono messi a confronto 6 bruchi con il loro rispettivo stadio di adulto. Ciò è utile a far capire al lettore come sia incredibile e straordinaria la trasformazione da bruco ad adulto; forse l’aspetto più affascinante ed emblematico della vita di questi insetti. Nel capitolo “Facciamo un po’ di ordine” sono trattate tutte le famiglie di farfalle e due di falene. Libiteidi e Satiridi sono considerate come famiglie a sé stanti mentre da tempo esse sono riconosciute come sottofamiglie dei Ninfalidi.

Uomini e farfalle.Questa è stata la parte del libro che ho apprezzato di più, in cui l’autrice affronta importanti tematiche che riguardano il rapporto con gli esseri umani e l’impatto che certe specie nostrane ed aliene possono avere nella nostra economia e nell’ambiente. Un ampio spazio viene dato alla tematica del giardinaggio per le farfalle, con dettagliata e sapiente trattazione dell’argomento utile a comprendere quali sono le migliori soluzioni per creare piccole oasi che possano fornire nutrimento sia agli adulti che ai bruchi. C’è una frase che mi è rimasta particolarmente impressa: “dimenticatevi del prato rasato all’inglese, poco attrattivo per le farfalle…“. Un prato rasato a filo del terreno ha senz’altro un appeal estetico non trascurabile, ma ciò purtroppo rappresenta una zona morta per qualsiasi farfalla che desideri nutrirsi di nettare o deporre le proprie uova. Molto apprezzabile è senza dubbio la parte relativa alla fotografia dove trovo utili riferimenti alle tecniche e all’attrezzatura necessarie per ottenere delle ottime foto. È anche molto significativo che l’autrice parli di un approccio etico nei confronti della natura, un tema molto importante e di attualità.

Scheda della tecla del rovo.
Dove incontrarle, come riconoscerle.La suddivisione delle specie trattate nel libro fa riferimento a tre tipologie di ambienti, in sintesi: orti e giardini, prati e boschi. Vengono prese in considerazione 79 specie di Lepidotteri, di cui poche falene a volo diurno. Tenendo conto di tutti gli ambienti trattati si contano 6 Esperidi, 3 Papilionidi, 9 Pieridi, 19 Licenidi, 35 Ninfalidi, 4 Zigenidi, 2 Erebidi e 1 Sfingide. Ogni scheda è accompagnata dal nome scientifico, scritto in corsivo (come da regola) e da quello comune. Apprezzo molto la scelta di includere i nomi comuni, utili per iniziare a prendere dimestichezza con l’identificazione delle varie specie. Vengono illustrate e descritte le informazioni principali quali la famiglia di appartenenza, l’apertura alare, lo stato di conservazione (basato su IUCN), le generazioni annuali, la distribuzione e le piante nutrici. Nel riquadro relativo alla distribuzione si trova una mappa dell’Italia divisa in regioni, accompagnata da un breve commento. I testi descrittivi sono molto efficaci e forniscono un quadro molto soddisfacente sulle caratteristiche di ciascuna specie. Il comparto fotografico è qualitativamente eccezionale e sono figurati soprattutto individui adulti in posa naturale e, cosa ancor più importante, nel loro habitat.

Errata Corrige

Purtroppo non posso esimermi dall’evidenziare il fatto che questo libro, così ben scritto ed illustrato, presenti un numero di errori o di sviste che di fatto ne inficiano la qualità, ed è un peccato data la ricchezza dei contenuti! Questo dimostra quanto sia importante effettuare numerosi controlli e verifiche prima della messa in stampa di un qualsiasi manoscritto. Non meno importante è la consulenza con esperti del settore che possono aiutare nella determinazione delle varie specie e nell’adozione della corretta nomenclatura.

p. 14, fig.: spiritromba, non tromba

p. 16, fig. 1: pieridi del navone (Pieris napi), non pieridi del biancospino (Aporia crataegi)

p. 17, fig. 3: podalirio (Iphiclides podalirius), non macaone (Papilio machaon)

p. 23, fig. inferiore: Agrius, non Herse e Daphnis, non Deilephila

p. 36, riga 35: i Libiteidi non sono una famiglia a se stante, ma bensì una sottofamiglia dei Ninfalidi

p. 37, riga 1: i Satiridi non sono una famiglia a se stante, ma bensì una sottofamiglia dei Ninfalidi

p. 37, fig.: Zygaena loti, non zigena del caprifoglio (Zygaena lonicerae)

p. 42, riga 17: perspectalis, non perspectabilis

p. 43, fig. 3: perspectalis, non perspectabilis

p. 78, fig. inferiore: rovescio delle ali di Pieris rapae, non Pieris brassicae

p. 85, fig. inferiore a sinistra: maschio di Plebejus argus, non Polyommatus icarus

p. 95, fig. superiore: Zygaena ephialtes, non Amata phegea

p. 96, riga 1: Speyeria, non Argynnis

p. 97, fig. superiore: femmina di Argynnis paphia, non Speyeria aglaja

p. 97, fig. inferiore: rovescio delle ali di Fabriciana adippe, non Speyeria aglaja

p. 107, fig.: rovescio delle ali di Coenonympha darwiniana, non Coenonympha oedippus

p. 109, fig. inferiore: rovescio delle ali di Maniola jurtina, non Coenonympha pamphilus

p. 121, fig.: rovescio delle ali di Lasiommata megera, non Lasiommata maera

p. 123, fig.: rovescio delle ali di Fabriciana adippe, non Lasiommata megera

p. 125, fig.: rovescio delle ali di Lycaena tityrus, non Lycaena alciphron

p. 143, fig. superiore: femmina di Melitaea phoebe, non Melitaea cinxia

p. 143, fig. inferiore sinistra: rovescio delle ali di una femmina di Melitaea didyma, non Melitaea cinxia

p. 148, riga 1: sylvanus, non venatus

p. 148, fig. inferiore: femmina di Thymelicus sylvestris, non maschio di Ochlodes venatus

p. 150, fig. inferiore: femmina di Pieris rapae, non maschio di Pieris mannii

p. 151, fig.: maschio di Pieris rapae, non femmina di Pieris mannii

p. 154, fig. inferiore: coppia di Spialia sertorius, non maschio di Pyrgus armoricanus

p. 156, fig. inferiore: Pyrgus sp., non maschio di Pyrgus malvoides

p. 167, fig.: Amata phegea, non Zygaena ephialtes

p. 169, fig. superiore: Zygena transalpina, non Zygaena filipendulae

p. 178, riga 1: Fabriciana, non Argynnis

p. 181, fig. superiore: femmina di Argynnis paphia, non Argynnis pandora

p. 195, fig.: rovescio delle ali di Brintesia circe, non Hipparchia fagi

Ringrazio Enrico Gallo e Roberto Poggi per avermi affiancato nella rilettura e revisione dei contenuti del libro presso la Sede della Società Entomologica Italiana.

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