(Linnaeus, 1758)
Epiale del luppolo
Classificazione: Hepialoidea › Hepialidae.
Apertura alare: maschi 50–60 mm, e femmine 60–78 mm.
Periodo di volo: fine giugno-luglio.
Generazioni: monovoltina.
Svernamento: come larva.
Variabilità: poco significativa.
Specie simili: nessuna.
Specie simili: nessuna in Italia. Le uniche specie molto simili sarebbero le congeneri Hepialus armorieanus Oberthur, 1909 (= armaricanus, sic!), H. bibelteus Shen & Zhou, 1997 e H. latitegumenus Shen & Zhou, 1997, ma la loro distribuzione è limitata a ristrette aree della provincia dello Yunnan in Cina (Shen & Zhou 1997).
Distribuzione italiana di H. h. humuli.
La specie mostra uno spiccato dimorfismo sessuale sia nei colori che nelle dimensioni. Nei maschi l’ala anteriore è ricoperta per intero da scaglie di color bianco argenteo, così come quella posteriore. Nella femmine invece il tono dell’ala anteriore è di color giallo crema, adorno con macchie di colore bruno rosato, mentre quella posteriore è di color grigio rossastro uniforme. Il lato inferiore è di color bruno uniforme, più chiaro nelle femmine rispetto ai maschi. Questi ultimi presentano un apertura alare più ridotta.
Esemplari conservati
Da figurare.
Esemplari in natura
ssp. humuli (Linnaeus, 1758)
Bruco: appetisce particolarmente il luppolo (H. lupulus), ma è da considerarsi come polifago su diverse piante erbacee tra cui Arctium lappa, A. tomentosum, Asparagus officinalis, Ballota nigra, Beta vulgaris, Brassica napus, B. rapa, Cannabis sativa, Daucus carota, Fragaria ananassa, Helianthus tuberosus, Humulus lupulus, Lactuca sativa, Lamium album, L. purpureum, Lathyrus oleraceus, Pastinaca sativa, Rubus idaeus, Rumex obtusifolius, Solanum tuberosum, Taraxacum officinale e Urtica dioica.
Adulto: avendo un apparato boccale atrofizzato, consuma i grassi accumulati durante lo stadio larvale.
Specie prettamente paleartica, diffusa nel continente europeo dalla Spagna alla Russia Centrale.
Prati e radure erbose ai margini dei boschi, con preferenza di ambienti freschi ed umidi, dal piano alla montagna fino a 3000 m di quota.
Nomi italiani: Epiale del luppolo (1915-1966), Epialo del luppolo (1826-2012), Epiolide del luppolo (1977), Falena del luppolo (1826-1835), Falena dell’umolo (1826-1835), Rodiluppoli (1835-1865).
Etimologia: il nome della specie fa riferimento alle piante del genere Humulus, di cui i bruchi sono ghiotti. Il termine latino Humulus è il diminutivo di húmus, che indica una terra ricca di sostanze organiche, ambiente in cui crescono tali piante. Il nome comune trae origine.
Sinonimi: molti taxa sono stati descritti come forme, varietà o aberrazioni individuali. Per la sottospecie nominale sono considerati sinonimi minori i nomi humulator Haworth, 1802; hethlandica Staudinger, 1871 (var.); rosea Petersen, 1902; albida Spuler, 1910; azuga Pfitzner, 1912 (var.); grandis Pfitzner, 1912 (f.); dannenbergi Stephan, 1923; pusillus Stephan, 1923; ab. rufomaculata Lempke, 1938 (ab.); roseoornata Bytinski-Salz, 1939 (ab.); fumosa Cockayne, 1955; radiata Cockayne, 1955; postrufescens Lempke, 1961 (f.); postnigrescens Lempke, 1961 (f.); griseomaculata van Wisselingh, 1965. I nomi uniformis Bytinski-Salz, 1939 (f.); albida Bytinski-Salz, 1939 (f.); faeroensis Dahl, 1954, sono da considerarsi come sinonimi minori di thulensis Newman, 1865 (Hansen & Jensen 2005).
Tassonomia: le popolazioni delle Isole Shetland e Faroe sono ascrivibili alla sottospecie thulensis Newman, 1865 (Hansen & Jensen 2005).